Continua da “Vita di puttano – Da sera…”
Luca non aveva sentito il suo arrivo, né tanto meno immaginava da quanto tempo quell’uomo lo stesse fissando.
Guardandolo meglio si rese conto che era un ragazzo. Era magro con i capelli arruffati. Avrà avuto circa la sua stessa età.
«Va tutto bene?» chiese in fine il giovane.
Luca ancora un po’ sotto sopra annuì. «Sì,» rispose solamente. «Grazie,» aggiunse.
«Ti ho visto. Qui. Al buio. Pensavo stessi male,» spiegò il ragazzo leggermente imbarazzato.
«No, no. Davvero. Sto bene.»
Il ragazzo si sedette, prendendo posto di fianco a Luca. «Che cosa fai qui a quest’ora? Da solo?» cercò di informarsi.
In una situazione normale Luca si sarebbe sentito infastidito dalla libertà che si stava prendendo quel ragazzo. Eppure in quel momento si sentì rassicurato dalla sua presenza.
«Niente. Stavo…» Luca si sforzò di trovare una qualche bugia plausibile. «… riposando.» Fu l’unica cosa che riuscì a dire, pentendosi subito dopo della stupidità della risposta.
Il ragazzo distolse gli occhi, volgendo lo sguardo verso le profondità del parco, per fermarsi , poi, a fissare il preservativo bianco in mezzo all’erba.
Luca arrossì. Il ragazzo si era preoccupato per lui. Gli doveva almeno un po’ di sincerità.
«No,» esclamò Luca e poi cercò di superare l’imbarazzo. «Io… io lavoro qui. Di notte.»
Luca fissò il ragazzo che era tornato a guardalo. Sembrava una brava persona. Forse non l’avrebbe giudicato male.
«Sono… sono un… prostituto,» concluse.
Il ragazzo sorrise. «Lo so,» disse, sorprendendo Luca. «Ti…» Sembrò cercare tra i pensieri la parola più adatta. «Ti osservo da un po’ di tempo.»
Luca ebbe un attimo di paura: era un manico. Stava già visualizzando una via di fuga, quando il ragazzo riprese.
«Ti ho incrociato una volta. Per strada. Stavo tornato in bici. Il tuo volto mi ha colpito e mi sono fermato poco più in là per guardati di nascosto.» I suoi occhi fissavano imperterriti un ciuffo d’erba di fronte. «Sono venuto a spiarti quasi ogni notte. Cercavo un momento per venire a parlarti. Ma non ho mai trovato il coraggio.»
Luca sorrise. Trovava il ragazzo così tenero.
«Ho visto cosa ti ha fatto quell’uomo. Avrei dovuto aiutarti.»
Luca scosse la testa. «Tranquillo. Non è la prima volta che qualcuno abusa di me.» Luca si sorprese dalla leggerezza con cui gli uscirono quelle parole.
«Non è giusto. Non dovresti permetterglielo.»
Luca sorrise. «Mi chiamo Luca,» si presentò, porgendogli la mano
«Florin. Ciao.»
E si strinsero la mano.
Continuarono a parlare, raccontandosi la loro vita di ragazzi e chiacchierando del più e del meno. Luca non si rese conto di quanto tempo passò e neppure gli importava. Con Florin si sentiva a suo agio. Riusciva a esprimere i suoi segreti più segreti senza timore di essere mal giudicato.
«Come sei finito a fare il prostituto?» chiese a un certo punto Florin.
Luca sorrise. «Non è che sono un vero prostituto,» cercò di spiegare. «Studio scienze informatiche all’università. Quando mio padre è morto, il lavoro di mia madre non è stato più sufficiente a sostenerci tutti. Per pagarmi la retta universitaria ho iniziato a cercarmi qualche lavoretto qua e là.» Fece una pausa. «Non so esattamente com’è successo.» Rise. «Alla fine mi son trovato in strada.»
A un certo punto, in attimo di silenzio, i loro occhi si incrociarono. Luca percepì come se il suo cuore stesse rallentato il battito.
Non si era mai sentito così. Il suono del suo respiro sembrava l’unico rumore sulla Terra.
Gli occhi di Florin divennero più grandi. Le loro labbra si incontrarono e si socchiusero. Le lingue si toccarono e intrecciarono.
Anche le loro mani iniziarono a muoversi avide sul corpo dell’altro, accarezzando e scoprendo.
Luca scese fino alle cosce, sfiorando la patta di Florin. Poi portò la mano in mezzo alle sue gambe e tastò il sesso duro sotto i jeans.
Luca staccò le sue labbra da quelle di Florin e con un serie di baci scese a succhiargli il collo, mentre abile armeggiava la patta del ragazzo.
Florin gettò leggermente la testa indietro. Infine, Luca riuscì a estrasse il suo cazzo, iniziando a masturbarlo. E
ra il cazzo di un ragazzo: duro ed eccitato. Florin cercò anche lui di aprire i pantaloni al compagno, ma si dimostrò più impacciato. Alla fine lasciò fare a Luca.
Poi Luca si abbassò fra le gambe di Florin e diede alcune leccate al suo cazzo. Era buono. Florin emise un sospiro liberatorio. Sembrava stesse desiderando quel momento da tantissimo tempo. Luca avvolse la sua asta con la bocca morbida.
«Ohu, sììì,» gemette Florin.
La testa di Luca si muoveva su e giù sul cazzo. Florin si era appoggiato indietro sui gomiti e si mordeva il labbro inferiore.
Luca passava la sua lingua tutta attorno alla sua giovane verga, assaporando la sua pelle liscia e la sua consistenza. Poi spinse la testa in profondità fino a sentire la cappella accarezzarli la gola.
Florin mugolò per la gustosa sorpresa. Luca rimase un attimo così. Trattenendo il fiato con quel cazzo vigoroso che gli colmava la bocca.
Infine liberò la gola, riprendendo a respirare affannoso. Florin lo guardava eccitato. Gli piaceva vedere quel ragazzo soffocare per il suo cazzone.
Luca alzò il capo e baciò nuovamente in bocca Florin. «Scopami,» disse, segandogli il cazzo umido della sua saliva.
Florin annuì con la testa adorante. Luca si abbassò pantaloni fino alle ginocchia e si voltò, mettendosi a carponi. Sollevò il suo culetto, esponendo il buchino.
Florin rimase un attimo a fissarlo in estasi. Quel culo liscio e chiaro sembrava quasi splendere alla luce della notte. Poi il buco rosato fu un richiamo irresistibile. Florin punto il suo cazzo, ma fu immediatamente bloccato da Luca.
«Vai piano, torello. Lubrificalo un po’ prima.» Il ragazzo fece un cenno di assenso e si sputo sulla mano.
Le sue dita sfiorarono desiderose il buchetto, poi Luca percepì il freddo della sua mano. Florin massaggiava con cura, ma era troppo titubante per osar infilare un dito.
«Puoi entrare con un dito,» lo invitò Luca, voltandosi a guardarlo.
Florin spinse dentro il suo indice, ma si ritirò appena Luca iniziò a gemere. «No. Non ti fermare. Mi piace,» lo rassicurò.
«È così caldo e morbido,» sussurrò Florin, mentre il suo dito si muoveva dentro e fuori.
«Mettimelo dentro,» lo supplicò infine Luca.
Il ragazzo non se lo fece ripetere. Posizionò la sua lancia sul buco e spinse dentro piano.
Luca notò che, nonostante tutto, non sembrava completamente alla sua prima esperienza. Forse aveva già avuto rapporti con delle ragazze. Sicuramente, però, Luca era il suo primo maschio.
Quando finalmente tutta la sua asta fu immersa nel culo, Florin si fermò un attimo a godere di quella calda sensazione che gli avvolgeva il cazzo.
«Fottimi,» lo incitò, Luca.
Florin appoggiò le mani ai fianchi del ragazzo e il suo bacino iniziò a muoversi con ritmo. Sorrideva sodisfatto a ogni gemito di Luca.
Poi rallentò un po’ i colpi per sdraiarsi sulla sua schiena. Luca voltò la testa e le loro labbra si ritrovarono nuovamente.
Poi Florin riprese ad accelerare i colpi. Il suo cazzo affondava nel buco come un coltello in morbido burro. Staccò le mani dai fianchi del compagno e osservò come il suo cazzo piacevolmente svaniva risucchiato dentro di lui.
Riprese a montare con maggior forza. Luca ansimava, mentre con una mano si masturbava. Non riuscì più a trattenersi.
Florin percepì la gustosa vibrazione del suo buco. Il cazzo di Luca esplose in una serie di schizzi sull’erba, mentre un’ondata di piacere gli pervase il corpo. Florin gemette e con gli ultimi affondi rilasciò la sua sborra dentro Luca.
Florin sfilò, ansimando, il suo cazzo e si accasciò all’indietro, mentre Luca, facendo attenzione al suo sperma che macchiava il prato, si rivoltava sulla schiena. Un sorriso di goduria gli dominava il volto.
«Sono… sono andato bene?» chiese Florin un po’ titubante.
Luca rise. «La miglior scopata che abbia mai fatto,» esclamò.
Florin sorrise e, se non fosse stato per l’oscurità, si sarebbe anche notato un vistoso rossore sul viso.
Luca si tirò su i pantaloni. Lo eccitava l’idea di conservare la sborra di quel ragazzo nel culo. Florin dopo essersi ripulito si portò nuovamente su Luca e i due ragazzi si baciarono affettuosamente. Abbracciati, in mezzo all’erba, si addormentarono.
Luca sbatté meccanicamente le palpebre. Un merlo lo fissava, stringendo nel becco un lombrico appena raccolto. Il ragazzo sorrise, mentre l’uccello volava via.
Sollevò la testa, guardandosi intorno. Era ancora nel parco. Si alzò, ripulendosi i pantaloni dall’erba umida. Florin era scomparso.
Sospirò sconsolato. Forse quel ragazzo l’aveva solo preso in giro. Aveva approfittato della sua fiducia per avere una scopata gratis.
Luca scosse la testa, tentando si scacciare quei pensieri. Sapeva che avrebbe presto rivisto Florin.
Rise fra sé, ricordando la notte, mentre oltre parco il Sole stava finalmente sorgendo.
30 gennaio 2017 at 18:56
che storia romantica ma non la vedo molto realistica poi chissà…!
"Mi piace"Piace a 1 persona
1 febbraio 2017 at 22:20
Anche un prostituto si merita un po’ di amore 😉
"Mi piace""Mi piace"
2 febbraio 2017 at 11:10
Certo non lo metto in dubbio! anzi magari sono quelli che hanno più bisogno d’amore, ma secondo me doveva capire che voleva una scopata a gratis… poi dipende da quanto fa quel lavoro chi lo sa!
"Mi piace""Mi piace"
28 luglio 2017 at 17:03
E la vita ke vorrei fare ma da Troia trav
Mi piacerebbe ricevere. Telef
3343095677
"Mi piace""Mi piace"
29 settembre 2017 at 18:39
Hai letto anche la prima parte: https://eroticaoriginal.wordpress.com/2017/01/22/vita-di-puttano-da-sera/
Non è sempre una bella vita.
"Mi piace""Mi piace"