Oggi stavo per pubblicare un nuovo racconto. È un momento difficile per tutti. E anch’io ho più tempo per mettermi al computer.

Poi casualmente ho scoperto che una persona stava ripubblicando alcune delle mie storie, spacciandole per proprie.

Mi ha fatto male. Mi ha fatto davvero molto male.

Non era la prima volta che succedeva. Una volta ho trovato il primo racconto che avessi mai scritto, Scopate liceali, in un forum. Ma almeno in quel caso, anche se nessuno mi aveva citato, non si prendevano il merito di averlo scritto.

Mi sono iscritto a quel forum e ho fatto amicizia.

Ma oggi è stato diverso. È stato veramente doloroso.

Forse anche perché avevo iniziato a conoscervi, lettori o lettrici, gay, etero, bisex.

Non siete in molti a commentare, neppure in maniera anonima. Ma so che cosa vi piace. So che cosa leggete con maggiore interesse.

Lo so. È colpa mia. Sono stato un ingenuo. Ma ora mi rendo conto che condividere la stessa passione, non significa condividere gli stessi valori.

Ho deciso di non pubblicare più nulla. Continuerò a scrivere per me come ho sempre fatto.

Grazie, in ogni caso, a ognuna e ognuno di voi. Spero davvero che stiate tutti bene.

AGGIORNAMENTO 28.03.2020

Quando ho scritto queste parole ero preso dalla sconforto. Temo che l’isolamento, in cui siamo costretti, qui, in Europa, sia uno sforzo maggiore di quanto immaginassi.

Ho avuto occasione di scrivere a quella persona e, anche se non ho avuto una risposta, ha deciso di togliere i miei racconti.

Devo davvero scusarmi con tutti voi. Sono sempre più convinto che sia necessario discutere prima di prendere misure troppo drastiche come smettere di pubblicare.

Scrivo racconti, come moltissimi di voi, perché mi piace condividere queste fantasie con qualcuno, qualcuno che poi spero faccio lo stesso con le proprie fantasie.

Ho deciso di pubblicare un breve racconto forse un po’ troppo storico, ma sapete come mi piace provare contesti diversi.

 

 

Foto: Keegan Houser da Pexels.