Era una cerimonia di guerra, dove il cazzo era la spada e al perdente gli avrebbero trafitto il culo.
Nel mio villaggio in Umbria essere gay era un segreto, ma il sesso era nel pensiero di tutti e pur di scopare lo avrebbero messo in culo a chiunque.
Forse teme che glielo si legga in faccia che è un culorotto. E un po’ è vero. Quelli come lui ce l’hanno scritto in fronte: scopami.
L'uomo non diceva nulla, ma sapevi cosa voleva. E Luca voleva venerarlo. Voleva farlo godere. Perché era per quello che Luca era al mondo. Per prenderlo in culo da lui.
Era un prestigioso collegio per soli maschi. Non avrei mai pensato che sarei finito per diventare lo schiavetto sessuale di ragazzi arrapati.
Portò una mano alla nuca e premette. Ingoiai il suo cazzo fino a sentire i suoi peli stuzzicarmi il naso.
I miei amici mi hanno preso per pazzo, ma io mi sono offerto volontario per aiutare nell'accoglienza dei rifugiati che sbarcavano sulle coste italiane.
Il racconto gay di come sono diventato lo schiavo in un appartamento di studenti, prendendolo in culo, succhiando cazzi e bevendo piscio.
Si appoggia allo scaffale, spingendo in fuori il culo. Sembra proprio abituato a offrire il suo buco.
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