Racconto erotico gay in un centro migranti. Dovevo offrire un servizio sociale ai migranti, ma ho dato servizio con culo e bocca.
Eravamo solo io e lui sull'isola. Dalla sega sono passato al pompino e poi me lo ha messo in culo.
I rami degli alberi mi graffiavano la faccia e le braccia. Correvo più veloce che potevo. Ma l’orso era più veloce.
Il primo amore non si scorda mai, ma la prima volta che scopi ti segna nel profondo.
Quante volte lo avevo preso per il culo. E ora glielo stavo mettendo davvero in culo. Ma non l'avrebbe raccontato a nessuno, perché alla fine il frocio è quello che lo prende.
Doveva solo essere una noiosa settimana bianca con la scuola, ma è finita con sborrate in culo, schizzi in bocca, sborra ingoiata e piscio in faccia.
I miei amici mi hanno preso per pazzo, ma io mi sono offerto volontario per aiutare nell'accoglienza dei rifugiati che sbarcavano sulle coste italiane.
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